... almeno un pò...
Faccio il ponte.
Ho in programma 4 giorni di relax e cene con amici, cose tranquille in casa, passeggiate al parco, relax alle terme e saune e... sano sesso.
Ci si rilegge lunedì...
Scherzi a parte 8 e chi scherza sul sano sesso:-), un pò mi mancherete, perchè le vostre vite e i vostri commenti mi stanno dando una certa dipendenza...
... a presto...
La vostra Roty
Arriviamo quindi alla fine della prima settimana.
Il mio secondo giorno libero lo "spendo" oltre che tra spesa e bucato, ad andare a visitare la casa di Hitler.
Non tanto per la casa in sè, men che meno per il personaggio, quanto per il panorama che si preannunciava, ed era, stupendo.
In quei tre mesi che sono rimasta lì ci sono stati solo 3 giorni di sole in cima... Uno dei tre l'ho avuto io!!!
Per salire alla casa di Hitler ci sono solo due modi:
1) l'autobus, poichè la strada è a una corsia
2) i piedi, ma si parla di 4 ore di salita...
Io ho preso l'autobus, nonostante i 20 marchi perchè... era gratis per chi lavorava ad Hintereck (sempre x' avevo pochi soldi :-)))
Carina la casetta, degno di nota il mega ascensore tutto oro e specchi perchè Povero Hitler, soffriva di claustrofobia, c'è anche il camino in marmo di Carrara donato dal nostro caro Duce al suo amicone...
Ma soprattutto un panorama impagabile.
1800 e rotti metri: da un lato le alpi bavaresi, dall'altro la pianura di Berchtesgaden con, a sinistra il lago Königsee e dall'altro Strasburgo, il fiume, la città.
Ancora oggi, che sono passati undici anni, rivedo davanti a me questo meraviglioso panorama a 360°. Anzi sul sito ci sono molte belle foto, date un occhio per avere un'idea della meraviglia del posto. E andateci, se passate di lì.
Un pò di storia... Per chi non lo sapesse (ed io ero tra quelli) la Baviera in generale, Berchtesgaden e soprattutto Hinteck in particolare, con il nido delle Aquile ad alta quota (Kehlsteinhaus) erano il secondo fulcro di potere di Hitler.
In Baviera aveva ampi consensi, ad Hintereck aveva la sua seconda sede, tant'è che quando gli alleati hanno bombardato Berlino, hanno anche raso al suolo Hintereck (si il posto dove lavoravo io) dove c'era una caserma, un bunker, una palestra e un centro decisionale non da poco. E non dimentichiamo la serra, perchè il povero Hitler era anche vegetariano!
Lì ho collezionato dei libri sulla storia dell'Obersalzber durante la seconda guerra mondiale: libri che mi ha regalato la Chefin, che vendeva ai turisti.
Apro una parentesi: quando sono tornata a casa ho raccontato alla mia amica/testimone e ai suoi della parte storica e suo fratello, che sapeva l'inglese, si è fatto prestare i libri poichè era un appassionato di storia.
Quello stesso fratello che è in coma da nove anni.
I libri sono ancora ammonticchiati sul mio armadio: non credo che avrò mai il coraggio di riprenderli in mano, né di buttarli. Ok scusate chiusa parentesi.
Torniamo alle mie avventure tedesche...
Domenica mi trasferisco a Berchtesgaden: ridente cittadina perla delle Alpi Bavaresi, distante 24 km da Salisburgo.
La ridente cittadina era dotata di: supermercato, panettiere a due negozi da noi, kebab house a cui ogni tanto si ricorreva dopo lavoro, una pizzeria italiana, dove lavoravano ragazzi italiani, un Biergarten (quei locali coi tavoli dove bevi birra all'aperto, che chiudeva alle 11, un altro paio di birrerie, che facevano sempre questi orari e un paio di birreie che chiudevano alle tre del mattinoooooooooooooooooooooooooooooo.
Passare da un posto solo nuvole a d uno con questi luoghi di perdizione è stata la mia salvezza.
Credo che sarei sclerata lassù.
Forse ora potrei starci, ma ho un'altra età.
La casa:
la casa era composta da due appartamenti collegati. Quando arrivava un ospite gli facevo fare LETTERALMENTE il giro della casa: i due appartamenti circondavano la tromba delle scale, quindi non si poteva andare in obliquo da una parte all'altra, ma si faceva il giro della casa.
C'era un cucinino, una stanza con un tavolo, ma senza sedie, due lunghi corridoi che servivano per metterci i vestiti del negozio di sotto, due stanze con due letti e due armadi, una tv e un divano, un bagno e una toilette.
Più una stanza che conteneva la caldaia, sempre chiusa a chiave.
Faccio notare che non ci sono le sedie e la Chefin mi risponde: Sai ho comprato tutti i mobili nuovi, ma le ragazze che stavano qui prima hanno rotto tutto (non era vero, nessuna era mai vissuta lì prima di noi) e quindi adesso sono un pò cauta...
Qindi mangiavamo col nostro piatto sedute sul divano o per terra sulla moquette appoggiandoci al tavolino...
Un giorno sale mentre mi stavo mangiando un'insalata in pausa pranzo. Ero seduta per terra con la ciotola sulle gambe. Lei mi vede e mi dice: Ma Roty, povera, non puoi mangiare per terra...
E la sera mi ha portato tre sedie!!!!!!!!!
Avete visto che grande magnanimità che aveva la Chefin?
Come detto prima vitto e alloggio erano parte del contratto, oltre allo stipendio di 1500 marchi al mese, mica pochi per una studentessa. Ricordatevi di vitto e alloggio compresi, perchè la realtà dei fatti, come stare senza sedie per 10 giorni, non era proprio così...
t.b.c.
La Seconda della mia Amica/Testimone è femmina.
Per festeggiare degnamente aperitovo solo noi stasera (dono due mesi che lo dobbiamo fare, mai trovato il tempo!)
Sarà la mia preferita, povero Primo :-)))
Arriva finalmente il mio giorno libero.
Mi alzo, prendo le mie gambotte e mi appropinquo a scendere in paese per risparmiare 7 e rotti marchi di biglietto che non avevo (ero partita con pochi soldi, poi mi avrebbero pagato in marchi, era stupido cambiarli e ricambiarli e perderci ogni volta, benedetto l'euro!).
Mi faccio un'ora e mezza in un bosco e penso:
1) in salita prendo l'autobus
2) sempre che questo con la sega elettrica sia solo un taglialegna e non uno psicopatico...
Vabbè arrivo sana e salva in paese, faccio spesa, mi carico le borse e salgo su.
Poi inizio a fare il bucato.
Poi è quasi finita la giornata...
Bella la prosepettiva di passare le tue giornate libere tra spesa e bucato, mentre le altre con pazze tedesche :-)
Il giovedì mattina mentre mi reco al lavoro (50 passi, non di più) mi guardo in giro e penso: Certo che anche qui c'è la nebbia...
Le signore del posto mi dicono che sono nuvole basse... Fate un pò voi...
Il giovedì pomeriggio diciamo che il morale era molto sotto i tacchi: il lavoro una palla, provatevi voi a stare venti minuti con le mani in mano e poi a fronteggiare un bus di turisti che suona le varie campanelline dicendo: "Which sounds better? Dilin, dilin. Dlong, dlong. Dilin, dilin. Dlong, dlong. Dilin, dilin. Dlong, dlong. ..."
Oppure "Look at this... Mooooooooooooooo" (avete presente quelle cosine in cartone che se le giri esce il suono della mucca, ecco provatevi voi a sentirne 50 tutti i giorni)
Ma peggio ancora la Chefin che pretendeva, esigeva ed ordinava che a qualunque cliente si chiedesse se desiderava qualcosa. La classica risposta, magari mentre si leccavano il gelato era "Nein, Danke. Ich gucke nur! (No, grazie. Sto solo guardando)!"
Ma non solo a chi magari prendeva in mano dei pantaloni o altro, ma anche a chi stava scegliendo le cartoline. Ora ditemi voi di che aiuto posso essere se tu scegli le cartoline? Te le scegli da te, ed infatti collezionavamo un numero di rispostacce incredibile. Però su questo la Chefin non transigeva: bisognava vendere e bisognava rompere al cliente.
Arpo qui una parentesi e vi chiedo di essere indulgenti con le povere commesse che vi fanno, a volte, stupide domande, spesso sono obbligate. L'alternativa è di certo peggio.
La Chefin aveva instaurato una gara: chi vendeva di più nel mese aveva un bonus. Questo voleva dire: fregare i clienti alle tue colleghe, rompere le scatole a tutte, proporre le più becere cavolate spacciandole per vere. Tipo i simil-swarosky: orride statuine in brutto vetro di cui non dovevi specificare, a meno che non te lo chiedessero esplicitamente, che non era swarosky. Oppure i simil-piatti di legno da appendere in casa, che poi erano plasticaccia. Oppure plasticosi orologi a cucù: d'altronde si sa che la Germania è la culla degli orologi a cucù.
In tutto questo orrore si pretendeva anche che noi ragazze avessimo due caratteristiche ben precise e delineate:
1) sapessimo parlare e capire un ottimo tedesco (cosa impossibile, altrimenti non saremmo andate lì per migliorare)
2) sapessimo vendere.
Ora non è da tutti saper vendere. Meno ancora in una lingua che non è la tua...
Cmq la Chefin mi si avvicina e mi dice: Du, dass Du so gut Deutsch sprichts und verstehst (tu, che parli e capisci così bene il tedesco... e lì ho pensato: bene scopo raggiunto, me ne torno a casa...) da lunedì prossimo andrai a lavorare nel negozio in paese. C'è una finlandese che non è capace a vendere.
Felicissima di abbandonare la casa di Heidi, lo racconto alle ragazze in serata.
E scopro che:
1) La ragazza che non sapeva vendere era la sua pupilla fino alla scorsa settimana (orrore ora la sua pupilla sembro essere io, ma fino a quando?)
2) Il negozio era stato aperto solo quello stesso lunedì (negozio aperto da tre giorni, che fatturato vuoi che abbia?)
3) Il giorno prima la ragazza aveva comunque venuto Borten per 800 DM (folle, sapete quanta passamaneria devono aver comprato? Le Borten sono quella passamaneria, quei bordi che mettono alle finestre, come decorazioni natalizie, ma anche sui vestiti, grembiuli, alle tende ecc..).Si cioè 800 marchi in Borten nel 96, quando un marco era 13e rotte lire...
Di fatto la Chefin aveva scoperto che la ragazza la sera prima era uscita e tornata tardi... Ma tornerò anche su questo.
Io ero comunque felicissima.
La sera usciamo per una birra nel "paese" vicino. Beh paese, a chiamarlo così si stima tutto. Era una frazione in montagna con 10 case, un pub e un paio di negozi.
Per raggiungerlo siamo andate attraverso una foresta e al ritorno siamo tornate con la pila alle 21.30, poichè avevano già chiuso...
t.b.c.
Uffi che nervi quando sono negata per una cosa...
Ieri sera ho visto "Batman begins" ed ero sicura di aver già visto di recente il protagonista...
Mia sorella lavorava, quindi indisponibile...
Pensa e ripensa era lì, ma mi sfuggiva sempre.... ufffffff...
M'è toccato ricorrere a google...
Era il co protagonista di prestige, bellissimo film, tra l'altro...
Uffi io sapevo che quel sorriso e quegli occhi li avevo già visti...
Ciò che mi consola è che questa settimana non è stata pulta, anzi: compleanni, cene ecc.
Peso? Invariato!!!
XXX
Massa grassa 43.9% (45,7877 kg)
Acqua 40.7% (42,4501 kg)
Ora io non capisco moltissimo di economia, ma cerco di informarmi.
Veenrdì ho letto il resoconto di Draghi.
Ci ho messo un pò.
Poi mi sono fermata a questa frase: "Aggiungo che la necessità di accumulare ricchezza a fini precauzionali è tanto meno cogente quanto più è avanzata l'offerta di strumenti finanziari e assicurativi adeguati ai nuovi profili di rischio e incertezza. Lo sviluppo dei mercati finanziari e quello della competenza e deontologia degli intermediari possono contribuire a soddisfare queste esigenze. Stimolarli è un nostro impegno".
Già ho dovuto cercare il significato di cogente...
Poi ho capito che per l'offerta di strumenti finanziari e assicurativi (adeguati ai nuovi profili di rischio e incertezza) si intendesse x strumenti finanziari le offerte delle banche (crediti, mutui ec) e assicurativi (assicurazioni) in maniera tale che, se anche il giovane non riesce a mettere soldi da parte ha dei prestiti x far fronte al breve e medio termine e assicurazioni x il lungo termine che lo tutelano...
Il commento di Padoa Schioppa sabato: I ragazzi devono prima di tutto studiare e, anzi, imparare a risparmiare».
Non trovo più in rete la relazione di Draghi pubblicata dal Corriere, ma fortunatamente l'avevo salvata.
Penso che Draghi individui tutti i problemi, ma sbagli la soluzione: non è il fare debiti che porterà all'aumento dell'economia, bensì un aumento di salari, la gente si sente rassicurata e spende di più, maggiori consumi, maggiore economia...
Voi che cosa ne pensate?
11 anni fa, e sono tanti, in estate ero andata in quel di Germania a lavorare.
Facevo la scuola interpreti e sentivo il bisogno di un'esperienza sul campo che non fosse solo il solito corso.
Poi, sempre e soprattutto per la mia mentalià bacata, non volevo far spendere troppo ai miei...
Quindi cercai un lavoro tramite la scuola a cui si rivolse anche una mia compagna di classe.
Cercavo lavoro come receptionist negli alberghi, cameriera o commessa.
Del senno di poi mi rendo conto che a fare òa cameriera, soprattutto in un albergo, avrei lavorato e mai parlato.
Io ero lì per migliorare il mio tedesco, non per guadagnare (ma anche...)
Arrivai il 1 luglio, in serata, bel viaggio con vari problemi: quelli dell'agenzia viaggi avevano sbagliato a guardare le coincidenze, meno male che me ne sono accorta molto prima, altrimenti non sarei mai arrivata in serata.
La casa, che faceva parte del contratto, era suddivisa tra ragazze italiane e finlandesi.
C'erano tre camere, eravamo tre italiane e quattro finlandesi.
I negozi in cui lavoravamo erano dei negozi di souvenir a Hintereck, a metà montagna (800 m?) situati alla partenza dei bus che portavano a Kehlsteinhaus (1834 m).
Niente internet, poche info per capire che ero andata nella tana di Hitler...
E soprattutto che la Chefin doveva avere i suoi geni...
Ma andiamo con ordine poichè lì ho passato 3 mesi e di avventure da raccontare ce ne sono a bizzeffe.
Lavoravamo, come detto in un negozio di souvenir.
La casa era a pochi passi, a fianco di quella della Chefin (capa).
Il negozio era grande, confinava con un bar risorante, di fronte il parcheggio dei bus e poi.. mah altre due o tre case e stop.
La prima mattina mi alzo verso le 7 e mezza e trovo della pasta bianca (indice di un tempo di cottura superato del 300%) che bolliva in poca acqua. Le finlandesi svuotano la pentola della poca pasta rimasta e la lasciano nella pentola ad andare per altri 20 minuti.
Poi la condiscono con un non meglio precisato ragù e ci dicono che gentilmente avevano preparato anche per noi. Di tre italiane una sola ha avuto il coraggio di mangiare quella pasta: a sera non aveva ancora digerito.
Io, che sono di bocca buona, ho ripiegato su due fette di pane nero comprate nel ristorante a fianco e una fetta di formaggio presa nel frigo della Chefin (era a disposizione, non ho rubato).
Lavoravamo dalle 8.30 alle 18.30 senza pausa, o meglio con una decina di minuti per mangiare a turno.
Dopo le 18.30 il nulla. O meglio il NULLA!
Perchè lì non c'era null'altro che alberi, montagne e acqua che scrosciava in torrentelli, sotto forma di pioggia o in mille altri modi diversi.
Problema spesa: noi italiane non avevamo nulla. Il negozio per la spesa era a Berchtesgaden: 20 minuti d'autobus, o un'ora e mezza tagliando per i boschi in discesa.
In salita neanche a pensarci.
La spesa l'avrebbe dovuta fare la prima che aveva il giorno libero (io il mercoledì).
Si lavorava su sette giorni, quindi a turno avevamo due giorni liberi, non contigui.
Il primo pomeriggio si rivolge a me una tedesca chiedendo di comprare dei Lederhosen per un bimbo.

Ma assieme ci ha comprato anche: camicia, calzette, cravattina, gilet e cappellino per un totale di 100 DM.
Un sacco di soldi per un bambino.
Ma soprattutto, un sacco di fortuna per me, poichè la Chefin guardava solo al venduto!
Io, avendo due fratelli piccoli, ero brava a consigliare taglie, ho smepre avuto occhio.
Diventai subito la sua pupilla. Beh insomma più pupilla di molte altre, non era facile andarle a genio.
Il secondo giorno, ancora senza cibo, chiedo di andare a prendere il pane al ristorante vicino.
E qui ho iniziato a capire Heidi e la sua esperienza con la Sig.na Rottermeier.
Perchè la Sig. na Rottermeier non solo esiste, ma ve ne sono diverse et svariate nella ridente Germania.
Una donna che lavorava lì (eravamo 4 finlandesi +3 italiane divenute poi 5+ tre donne a tempo pieno + la Chefin) mi disse:
No, il pane non si compra al ristorante.
Mi scusi, le dico io, il pane lo vendono a fette, io ho bisogno di due fette di pane, lo pago e non vedo quale sia il problema.
Il problema sta nel fatto che il pane si compra dal prestinaio, non al ristorante.
Si, ma noi dove lo troviamo qui il prestinaio?
Questo è un problema vostro, aspettate fino al giorno libero per fare la spesa!
t.b.c.
Ieri sera, al Parco Nord, splendido fine giornata.
Io cammino sotto le piante, fa un pò freddo, c'è un pò d'umidità, ma va bene lo stesso.
Poca gente, colori autunnali che scaldano il cuore, il cane che sembra un setter inglese e annusa ogni filo d'erba, ogni piccolo odore, per poi puntare contro uccelli (corvi?!?) più grossi di lui.
Lo libero, fa due corse e torna da me, si vede che ormai è un cane adulto, coi suoi otto anni tra pochi giorni!
Si alza la nebbia, dei ragazzi continuano imperterriti a giocare a calcio.
Gli orti sono già a riposo.
Nella nebbiolina che avanza un cielo lilla e viola fa da cornice.
I contorni sfumano, le persone in lontananza sono avvolte dal mistero, sembra di essere nella brughiera inglese e assistere ad una battuta di caccia, visto che gli unici che passeggiano nell'erba sono i proprietari dei cani coi loro migliori amici.
Guardiamo i bimbi: ancora un ultimo giro in bici per una bimba, un ultimo giro in giostra per un'altra e a casa ci attende un bel the caldo.
Mancavano giusto gli scones per sbagliarsi totalmente e credere di essere in Inghilterra 
La domenica pomeriggio volevo fare 4 passi al parco nord, un bel parco vicino a casa.
Solo che erano già le 16.30 e si sa, con l'ora legale, diventa presto buio.
Anche io volevo schiantarmi sul divano, ma mi sono detta, "Mi ci schianto alle 6".
Al suo rifiuto di venire per mille imprecisati motivi (il cane è dei tuoi e altre balle) mi sono rotta di tirare, ho preso il cane eme ne sono uscita.
Che stia a dormire lui sul divano!
Il cane... si è arrabbiato (e anche io) perchè i miei sono andati tutti via e nessuno ha pensato al cane, che è stato a casa da solo x due giorni coi nonni.
I quali poverini, non escono alle 9 di sera per portarlo giù. Anzi mio nonno l'ha fatto, ma l'ho sgridato, perchè ero già d'accordo di portarlo io.
Ora i miei sono stati abbastanza stronzetti, e infatti gli ho dato ragione su questo fatto,
Il punto è che, anche se ci fossero stati i miei, io mi sarei presa lo stesso ilc ane perchè avevo voglia di fare 4 passi e al cane non può fare che bene uscire...
No, lui è stanco, no il cane è dei tuoi se se ne fregano loro, no è che...
Ok, ciao...
Così si è sparato una bella camminata per recuperarmi e vedere il tramonto assieme.
Perchè.... mica sempre posso stare ad aspettarlo...
SI è scusato, come sempre, mi dice che poi gli piace passeggiare nel parco, ma che è pigro e che non ce la fa a muoversi, ma keddevo fare con lui?