E gattini sia!!!
Nell'orto del mio nonno a maggio una micina in stato interessante ha preso possesso del cascinotto.
Il mio cane, Leo, odia i gatti e va sempre nell'orto!
Ma la micina è così dolce e carina, bianca e nera come lui, ma con occhioni verdi, che lui si è subito lasciato conquistare e, anzichè rincorrerla, si fa fare le fusa.
Sono nati 7 micini, ma solo tre sono sopravvissuti.
La micia, Ginevra, è coccolosa con tutti, i tre micetti sono dolcissimi.
Il vicinato si è preso cura di lei, mangia sempre: il nostro cibo e quello degli altri, in fondo sta allattando e nonostante ciò è magra.
Mi sarei presa volentieri un micino, ma poi non ci siamo tutto il giorno...
Cmq a vederli giocare assieme è come guardare un documentario di Quarck sui leoncini: fanno le lotte, ruzzano, fanno gli agguati ad un grillo.
Insomma sono proprio dolci.
Fortunatamente il ragazzo di mia sorella, che vive in zona, li prenderà tutti e 4, visto che ha un giardino, e non saranno abbandonati nella campagna.
Per non parlare sempre di dieta...
Leggendo un post su un blog ho riflettuto su quanto io ami il mio cane.
E su quanto il mio cane ama me.
Il cane credo che sia l'unico esemplare di animale (uomo compreso) capace di amare senza chiedere nulla in cambio.
Il cane è sempre lì: tu tardi e lui aspetta.
Tu lo porti solo 5 minuti a fare la passeggiata, a lui va bene lo stesso.
Non si offende, ti aspetta. Quando hai tempo lui è lì.
Non ti chede nulla in cambio.
Il mio ci riconosce da prima che si suoni il citofono.
Inizia a grattare la porta e bisogna farlo scendere.
Ti viene incontro sul cancello di casa, non hai neanche fatto in tempo ad aprire il portone che lui è già lì.
Hai le mani piene e non puo accarezzarlo? Fa niente ti insegue per tutta casa, aspettando i tuoi comodi, magari anche una pipì, basta che prima o poi lo accarezzi.
Mi dimentico di preparare la pappa per le 7? Non reclama.
Una sera ero nera. Tornata dal lavoro, una di quelle giornate in cui vorresti non vedere né sentire nessuno, non ne puoi più.
Entro, lui mi viene incontro, lo accarezzo distrattamente e gli dico di togliersi dai piedi.
Lui non cede, continua a girarmi intorno.
Ni svacco sul divano, lui mi sale addosso.
Lo caccio, lo insulto: lui torna.
Abbandono una mano giù dal divano e lui mette la sua testolina sotto e si autoaccarezza, su e giù con quella testolina piccola, ma intelligentissima, su e giù. Si autoaccarezza, visto che non lo faccio io.
Distrattamente inizio ad accarezzarlo.
Mi salta addosso.
Non lo caccio, ma me lo coccolo.
Dopo una mezz'ora se ne va. Senza un bau.
Lo guardo e gli dico: Ah è così adesso? Sei stufo? Con tutto quello che hai rotto?!?
Poi mi rendo conto che io mi ero calmata.
Ero in pace col mondo.
Lui ha capito che il suo compito era finito, quindi se ne è andato.
Da allora lo rispetto più ancora di prima.
Gli parlo come a una persona.
L'avatar è lui da cucciolo, appena arrivato a casa nostra.
Adesso è al lago coi nonni, in ferie e mi manca.
E chissà come farò questo inverno, lui coi miei e io senza...
Mi spiace Artista, so come ti devi sentire. Un abbraccio.